Acque e bonifiche (34)

Contributo presentato al colloquio Eau et développement dans l'Europe moderne  tenutosi  a Parigi presso la Maison des sciences de l'homme e i cui atti  sono stati pubblicati  con lo stesso titolo a cura di (sous la directione de) Salvatore Ciriacono nelle éditions de la Maison des sciences de l'homme, Paris, 2004, pp. 117-136.

 

Pubblicato in Archivi, territori, poteri in area estense (sec. XVI-XVIII), a cura di Euride Fregni, Roma Bulzoni editore, 1999, pp. 169-188. (Atti del convegno: Nuove ricerche nel patrimonio archivistico degli antichi stati padani: Poteri signorili, patriziati e centri urbani minori nell’area estense (secc. XVI-XVIII) Ferrara, 9-12 dicembre 1994, pp. 169-188.

Nella bassa pianura del Po, dove le condizioni dei suoli sono proibitive per la difficoltà di scolo delle acque sembra consolidarsi e resistere nel tempo un gruppo di signorie territoriali i cui confini sono sempre incerti proprio a causa delle acque e del mutare di letto dei fiumi. Sono le leggi dell’idraulica ad imporre comportamenti obbligati ai particolarismi e spesso i poteri signorili si trovano in contrasto con lo sfruttamento di spazi umidi e vallivi esercitato dalle comunità locali. Innumerevoli controversie sorgono per creare all’interno dei piccoli stati signorili una rete di vie navigabili, unico modo per muovere persone e cose a distanza. Analoghi problemi, per le terre più alte, suscita la necessità di irrigare i terreni nelle zone di deposito dei torrenti e dei fiumi dell’Appennino. In questo caso l’acqua è risorsa contesa in quanto scarsa.

Si presenta qui il solo testo, in riproduzione fotomeccanica, del saggio con illustrazioni pubblicato nell'opera a grande formato Cultura popolare nell'Emilia Romagna. Mestieri della terra e delle acque , edito dalla  Federazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia e Romagna, Milano, Silvana Editoriale, 1979, pp. 185-213. 

Venerdì, 08 Novembre 2019 18:10

La Bonifica

Un saggio di sintesi sulle vicende secolari della bonifica del territorio ferrarese pubblicata come fascicolo n. 44 della "Storia illustrata di Ferrara", a cura di Francesca Bocchi, AIEP editore, Repubblica di San Marino, 1987, pp. 689-704, con illustrazioni.

Vedi questo articolo anche nella sezione  "Studi Ferraresi" di questo sito

 

Pubblicato in Lucio Gambi Ravenna e la Romagna. Un geografo per la storia, a cura di Dante Bolognesi e Carla Giovannini, Bologna, Bononia University Press 2018, pp. 71-78.

Intervento alla giornata di studi svoltasi a Ravenna il 29 novembre 2016 in ricordo del Geografo e storico Lucio Gambi. Si veda questo stesso contributo sotto la categoria Storici e maestri.

Intervista rilasciata nel 2017 e pubblicata nella rivista "Romagna arte e storia", anno XXXVI, n. 108, settembre-dicembre 2016, pp. 5-34, a cura di Dante Bolognesi.

Il testo mette a fuoco il ruolo dell'acqua in tutte le vicende agricole, industriali e commerciali che hanno avuto le acque e il grande reticolo di fiumi che fanno capo al Po come protagonisti. L'acqua e il lavoro dell'uomo insieme hanno costruito la pianura padana facendone una delle più avanzate regioni d'Europa. 

 

Postfazione a Storia di Comacchio nell'età contemporanea, volume I, a cura di Aldo Berselli, Comune di Comacchio - Este Edition (Ferrara), 2002., pp. 627-633.

Il breve contributo traccia il profilo della grandi trasformazioni del territorio e della società comacchiese sviluppato nei diversi saggi che compongono questo volume della Storia di Comacchio promossa dal Comune e coordinata da un comitato scientifico presieduto da Aldo Berselli. 

Saggio pubblicato nel volume, a cura di Ivan Tognarini, Il territorio pistoiese e i Lorena tra '700 e '900. Viabilità e bonifiche, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1990, pp. 43-60

Il saggio traccia un profilo delle bonifiche italiane tra i secoli '700 e '800 partendo dal complesso rapporto che nella penisola italiana si è sempre mantenuto tra montagna e pianure, tra la povera economia delle montagne e le pianure paludose, allora per gran parte da conquistare all'agricoltura. La bonifica non è stata sempre ben vista dalle popolazioni che sfruttavano gli incolti paludosi. Un'altra economia, povera fin che si vuole, veniva in conflitto con i prosciugamenti e la riduzione a coltura di fertili bassopiani invasi da disordine idraulico, La bonifica come conflitto dunque.

 

 Pubblicato in La grande impresa degli Estensi. La bonifica del Polesine di Ferrara, edito dal Consorzio di Bonifica 1° Circondario Polesine di Ferrara, Ferrara, 1991, pp. 103-251.

Questo ampio saggio pubblicato nel 1987 nel centenario della costituzione del Consorzio di Bonifica del 1° circondario Polesine di Ferrara e in seguito ripubblicato nel 1991 nel volume collettivo La grande impresa degli Estensi, ricostruisce dal tardo medioevo al 1885 le vicende demografiche e idrauliche del grande comprensorio di Bonifica che fu oggetto, nella seconda metà del 16° secolo, di un grandioso programma di prosciugamento e riduzione a coltura del territorio compreso tra il Po grande e il Po di Volano. Tra i principali protagonisti una società costituita fra il duca di Ferrara Alfonso II d'Este e un gruppo di investitori, tra cui alcuni banchieri lucchesi, i veneziani Contarini dal Zaffo, Cornelio Bentivoglio ed altri. La grande impresa era però destinata ad un rapido degrado a causa delle disastrose alluvioni del Po, del Taglio Veneziano di Porto Viro e del privilegio di esenzione nei riguardi dei contributi di bonifica di cui disponevano i potenti di turno. Nel secolo 19° la grande opera di bonifica verrà ripresa da una società anonima, la Società per la Bonifica dei Terreni Ferraresi (SBTF).

 

 

Pubblicato in Cultura popolare nell'Emilia Romagna. Mestieri della terra e delle acque, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana editoriale, 1979, pp. 185-213.

Si propone qui il solo testo, in formato xerografico e privo di illustrazioni, del saggio ospitato nella collana Cultura popolare nell'Emilia Romagna promossa dalla Federazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia Romagna. Il vasto mondo delle acque interne (fiumi, canali, valli da pesca, paludi e boschi costieri umidi) ha alimentato nel corso del tempo numerosi mestieri a cui si dedicavano migliaia di persone. Lavoro poco conosciuto ma fondamentale nella vita di tutte le terre basse e delle popolazioni rivierasche del Po e dei suoi affluenti nella pianura emiliana.

 

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Nota dell'autore
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