Franco Cazzola

Franco Cazzola

Pubblicato in A. Fiocca, D. Lamberini, C. Maffioli (a cura di), Arte e scienza delle acque nel Rinascimento, Venezia, Marsilio. 2003, pp. 15-35.

 

Nel secolo 16° tutta la pianura padana è un grande cantiere. Schiere di tecnici, ingegneri, matematici dirigono grandi lavori di regolazione delle acque, di prosciugamento di bassifondi e di sistemazione delle terre a scopo agricolo. Si arginano fiumi, si scavano canali collettori e reti di raccolta delle acque piovane, si edificano chiaviche, botti, regolatori di flusso, derivazioni di acque irrigue. La ricerca di nuove terre da grano si fa sempre più affannosa col crescere della popolazione. Prende il via quella grande opera di costruzione della pianura che oggi conosciamo.

Pubblicato in Nuove tendenze nella storia contemporanea. Incontro internazionale in ricordo di Pier Paolo D'Attorre, a cura di Dante Bolognesi e Mariuccia Salvati, Ravenna, Longo editore, 2000.

Le campagne italiane sono state caratterizzate da una scarsa autonomia funzionale e da forte dipendenza dal mondo delle città. Scarsi sono stati gli spazi in cui la società contadina e i villaggi potevano esprimere autonomia politica e amministrativa. La formazione di gruppi di notabili, di clientele e di rapporti di patronage trova spazio nel grande problema storiografico delle identità locali e della formazione di borghesie agrarie diverse da quelle urbane dominanti su buona parte delle campagne italiane.

pubblicato in Società, cultura, economia. Studi per Mario Vaini., a cura di E. Camerlenghi, G.Gardoni, I. Lazzarini, V. Rebonato, Accademia Nazionale Virgiliana di scienze, lettere ed arti, Quaderni n. 2, Mantova 2013, pp. 275-294

Durante l'età di Alfonso II d'Este operò nei territori estensi un ingegnere mantovano, Giovanni Angelo Bertazzolo, esponente di una famiglia di periti d'acque e architetti, attivi alla corte dei Gonzaga come Prefetti o Superiori alle acque. Lo incontriamo nella bassa Reggiana impegnato in verifiche e perizie sul buon esito della Bonificazione di Gualtieri attuata dal marchese Cornelio Bentivoglio, ma anche nel territorio ferrarese per risolvere controversie idrauliche inerenti mulini e scolo delle acque. Una controversia diplomatica fra Estensi e Gonzaga, di cui rimane un carteggio, riguarda proprio il Bertazzolo il cui ritorno a Mantova era sollecitato dai signori mantovani.  

Giovedì, 06 Marzo 2014 21:25

L'acqua nei terreni alluvionali

pubblicato in Un Po di acqua. Insediamenti umani e sistemi acquatici nel bacino padano, a cura di Ireneo Ferrari, Gilmo Vianello, Reggio Emilia, Diabasis, 2003, pp. 135-150.

L'acqua è l'elemento dominante in tutte le terre della bassa pianura del Po. L'edificazione di migliaia di chilometri di argini, e la costruzione di alcuni grandi collettori delle acque di scolo mediante adattamento di antichi alvei del Po, l'applicazione di tecniche di bonifica dallo scolo naturale, alla colmata al sollevamento meccanico sono caratteristiche la cui storia serve a capire il processo di vera e propria costruzione della terra coltivabile.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 21:02

La Romagna di Friedrich Vöchting

 

 Pubblicato in “I Quaderni del «Cardello». Collana di studi romagnoli dell’Ente «Casa di Oriani» - Ravenna, 11, 2002, pp. 223-235.

Presentazione della traduzione italiana dell'opera dell'economista e sociologo svizzero Frierdrich Vöchting Die Romagna, uscito negli anni Venti del '900. Questo autore pone al centro dell'analisi il rapporto conflittuale tra braccianti agricoli e mezzadri, mettendo in risalto le diverse condizioni dell'agricoltura e della società rurale nelle diverser zone agricole della Romagna.

 

pubblicato in Società italiana di Demografia Storica, La popolazione italiana nel Seicento, Relazioni presentate al convegno di Firenze, 28-30 novembre 1996, Bologna, Clueb, 1999, pp. 319-338.

L'ingresso dell'Europa in quella che viene denominata «piccola età glaciale», a partire dalla metà del '500 e per i tre secoli successivi  porta con sè mutamenti nelle produzioni agricole. L'articolo discute i possibili effetti del mutamento climatico sulla principale produzione agricola del tempo, il frumento, Non furono tanto l'abbassamento della temperatura media quanto estati piovose all'epoca dei raccolti o eccessive piogge al momento delle semine a provocare un sensibile calo dei rendimenti unitari dei principali cereali.

 

Pubblicato in  “La ruina dei modenesi”. I mulini natanti di Concordia sulla Secchia: storia di una civiltà idraulica, atti della giornata di studio, sabato 28 ottobre 2000, a cura di Bruno Andreolli, Gruppo studi Bassa Modenese, Finale Emilia (MO), 2001, pp. 13-20.

Le necessità di macinazione dei cereali nella bassa pianura, in mancanza di cadute d'acqua utilizzabili, impongono di ricorrere ai mulini galleggianti posti sulla corrente viva di un fiume. Per il ducato di Mirandola il fiume disponibile era il fiume Secchia, nella località Concordia. Ma i mulini erano anche ostacoli al decorso della acque in un alveo molto stretto e soggetto a piene improvvise. Di qui conflitti inevitabili con le comunità minacciate. 

 

Pubblicato in:  Il piacere del testo. Saggi e studi per Albano Biondi, a cura di Adriano Prosperi, Roma, Bulzoni editore, 2001, pp. 447-466.

Nel giugno 1561 il nuovo duca di Ferrara Alfonso II d'Este si reca in visita alle città sottoposte alla sua signoria: Modena, Carpi, Reggio e Brescello, con tappe a Finale e Rubiera.  E' accompagnato da un enorme seguito di cortigiani e di persone di servizio che devono provvedere ai bisogni alimentari di ben 655 persone e 392 cavalli, oltre ai muli. Le città visitate offrono donativi alimentari di cui il documento pubblicato in appendice rende conto, insieme ai nominativi delle persone che compongono il seguito.

 

Pubblicato in 

Land Reclamations: Geo-Historical Issues in a global Perspective. Proceedings of the International Conference held at the University of Bologna, May 14th. 2010, edited by S. Piastra, Quarto inferiore (Bologna),  Pàtron Editore. 2010, pp. 9 – 27.

Uno sguardo di sintesi al fenomeno della bonifica nella Valle del Po, intesa come creazione di suolo coltivabile, sia con irrigazione, sia con programmi di drenaggio e regolazione dei fiumi.

 

pubblicato in Il Principato di Carpi in epoca estense. Istituzioni, economia, società, cultura, a Cura di Gilberto Zacchè, Roma, Bulzoni, 2002, pp- 169-189.

Le acque dell'Appennino creavano problemi al loro passaggio a nord della città di Carpi in quanto incapaci di trovare esito nel fiume Secchia, artificialmente  portato ad occupare un antico alveo del Po. Dalle difficoltà di regolare le acque nascevano conflitti con stati vicini e tra diversi utilizzatori delle acque stesse per macinazione o navigazione.

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