Franco Cazzola

Franco Cazzola

Pubblicato in Percorsi di pecore e di uomini: la pastorizia in Emilia Romagna dal medioevo all'età contemporanea, a cura di Franco Cazzola, Bologna,  Clueb, 1993, pp. 7-46.

 Le pecore sono state per secoli le principali utilizzatrici degli spazi marginali non utilizzati dall'agricoltura. Esse hanno dato vita ad importanti economie e ad istituzioni di tipo fiscale che controllavano il movimento di grandi greggi di animali e a settori come quello laniero, di importanza primaria nel medioevo e nell'età moderna. Il saggio rappresenta l'introduzione a un seminario tenutosi negli anni 1991-92 presso il dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna.

 

Pubblicato nel volume Il mondo a metà. Studi storici sul territorio e l'ambiente in onore di Giuliana Biagioli, a cura di Rossano Pazzagli, Edizioni ETS, Pisa 2013, pp. 229-249.

Lo studio cerca di mettere a fuoco, per il periodo che va dalla metà del '400 alla fine del '500,  il fenomeno della perdita della terra da parte dei contadini dell'Italia centro-settentrionale, a tutto vantaggio della borghesia cittadina e dei patriziati urbani in formazione. Gli esiti del fenomeno si traducono in concentrazione della proprietà in mani cittadine con la riorganizzazione del reticolo di particelle fondiarie e nella creazione di poderi da concedere a coloni mezzadri. Avanza inoltre la  formazione di strati di proletariato rurale tra i contadini che hanno perduto il possesso della terra. Viene in particolare messo in evidenza il caso dei fumanti del bolognese, utilizzando come fonte le serie degli estimi e delle imposte che colpivano i piccoli proprietari coltivatori del contado.

 

Pubblicato in  F.Ceccarelli, M. Folin, Delizie Estensi. Architetture di villa nel Rinascimento italiano ed europeo, Firenze Leo S. Olschki, 2009, pp. 51-77.

 

Il potere politico della dinastia degli Este sul ducato di Ferrara si era consolidato sia con una politica di infeudazioni a fedeli e funzionari, sia sul dominio diretto di grandi possedimenti agricoli, le castalderie, dove solitamente una residenza di caccia o di svago era posta al centro di diversi poderi (possessioni), amministrate da un funzionario ducale, il castaldo. La politica di gestione del territorio non poteva prescindere dai corposi interessi fondiari ed agricoli del duca e dei membri della sua estesa famiglia. La bonifica del territorio, oltre a perseguire un interesse generale, diventava anche una politica di valorizzazione dei possedimenti terrieri privati dei principi.

Pubblicato in A. Fiocca, D. Lamberini, C. Maffioli (a cura di), Arte e scienza delle acque nel Rinascimento, Venezia, Marsilio. 2003, pp. 15-35.

 

Nel secolo 16° tutta la pianura padana è un grande cantiere. Schiere di tecnici, ingegneri, matematici dirigono grandi lavori di regolazione delle acque, di prosciugamento di bassifondi e di sistemazione delle terre a scopo agricolo. Si arginano fiumi, si scavano canali collettori e reti di raccolta delle acque piovane, si edificano chiaviche, botti, regolatori di flusso, derivazioni di acque irrigue. La ricerca di nuove terre da grano si fa sempre più affannosa col crescere della popolazione. Prende il via quella grande opera di costruzione della pianura che oggi conosciamo.

Pubblicato in Nuove tendenze nella storia contemporanea. Incontro internazionale in ricordo di Pier Paolo D'Attorre, a cura di Dante Bolognesi e Mariuccia Salvati, Ravenna, Longo editore, 2000.

Le campagne italiane sono state caratterizzate da una scarsa autonomia funzionale e da forte dipendenza dal mondo delle città. Scarsi sono stati gli spazi in cui la società contadina e i villaggi potevano esprimere autonomia politica e amministrativa. La formazione di gruppi di notabili, di clientele e di rapporti di patronage trova spazio nel grande problema storiografico delle identità locali e della formazione di borghesie agrarie diverse da quelle urbane dominanti su buona parte delle campagne italiane.

pubblicato in Società, cultura, economia. Studi per Mario Vaini., a cura di E. Camerlenghi, G.Gardoni, I. Lazzarini, V. Rebonato, Accademia Nazionale Virgiliana di scienze, lettere ed arti, Quaderni n. 2, Mantova 2013, pp. 275-294

Durante l'età di Alfonso II d'Este operò nei territori estensi un ingegnere mantovano, Giovanni Angelo Bertazzolo, esponente di una famiglia di periti d'acque e architetti, attivi alla corte dei Gonzaga come Prefetti o Superiori alle acque. Lo incontriamo nella bassa Reggiana impegnato in verifiche e perizie sul buon esito della Bonificazione di Gualtieri attuata dal marchese Cornelio Bentivoglio, ma anche nel territorio ferrarese per risolvere controversie idrauliche inerenti mulini e scolo delle acque. Una controversia diplomatica fra Estensi e Gonzaga, di cui rimane un carteggio, riguarda proprio il Bertazzolo il cui ritorno a Mantova era sollecitato dai signori mantovani.  

Giovedì, 06 Marzo 2014 21:25

L'acqua nei terreni alluvionali

pubblicato in Un Po di acqua. Insediamenti umani e sistemi acquatici nel bacino padano, a cura di Ireneo Ferrari, Gilmo Vianello, Reggio Emilia, Diabasis, 2003, pp. 135-150.

L'acqua è l'elemento dominante in tutte le terre della bassa pianura del Po. L'edificazione di migliaia di chilometri di argini, e la costruzione di alcuni grandi collettori delle acque di scolo mediante adattamento di antichi alvei del Po, l'applicazione di tecniche di bonifica dallo scolo naturale, alla colmata al sollevamento meccanico sono caratteristiche la cui storia serve a capire il processo di vera e propria costruzione della terra coltivabile.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 21:02

La Romagna di Friedrich Vöchting

 

 Pubblicato in “I Quaderni del «Cardello». Collana di studi romagnoli dell’Ente «Casa di Oriani» - Ravenna, 11, 2002, pp. 223-235.

Presentazione della traduzione italiana dell'opera dell'economista e sociologo svizzero Frierdrich Vöchting Die Romagna, uscito negli anni Venti del '900. Questo autore pone al centro dell'analisi il rapporto conflittuale tra braccianti agricoli e mezzadri, mettendo in risalto le diverse condizioni dell'agricoltura e della società rurale nelle diverser zone agricole della Romagna.

 

pubblicato in Società italiana di Demografia Storica, La popolazione italiana nel Seicento, Relazioni presentate al convegno di Firenze, 28-30 novembre 1996, Bologna, Clueb, 1999, pp. 319-338.

L'ingresso dell'Europa in quella che viene denominata «piccola età glaciale», a partire dalla metà del '500 e per i tre secoli successivi  porta con sè mutamenti nelle produzioni agricole. L'articolo discute i possibili effetti del mutamento climatico sulla principale produzione agricola del tempo, il frumento, Non furono tanto l'abbassamento della temperatura media quanto estati piovose all'epoca dei raccolti o eccessive piogge al momento delle semine a provocare un sensibile calo dei rendimenti unitari dei principali cereali.

 

Pubblicato in  “La ruina dei modenesi”. I mulini natanti di Concordia sulla Secchia: storia di una civiltà idraulica, atti della giornata di studio, sabato 28 ottobre 2000, a cura di Bruno Andreolli, Gruppo studi Bassa Modenese, Finale Emilia (MO), 2001, pp. 13-20.

Le necessità di macinazione dei cereali nella bassa pianura, in mancanza di cadute d'acqua utilizzabili, impongono di ricorrere ai mulini galleggianti posti sulla corrente viva di un fiume. Per il ducato di Mirandola il fiume disponibile era il fiume Secchia, nella località Concordia. Ma i mulini erano anche ostacoli al decorso della acque in un alveo molto stretto e soggetto a piene improvvise. Di qui conflitti inevitabili con le comunità minacciate. 

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