Franco Cazzola

Franco Cazzola

 

Pubblicato in:  Il piacere del testo. Saggi e studi per Albano Biondi, a cura di Adriano Prosperi, Roma, Bulzoni editore, 2001, pp. 447-466.

Nel giugno 1561 il nuovo duca di Ferrara Alfonso II d'Este si reca in visita alle città sottoposte alla sua signoria: Modena, Carpi, Reggio e Brescello, con tappe a Finale e Rubiera.  E' accompagnato da un enorme seguito di cortigiani e di persone di servizio che devono provvedere ai bisogni alimentari di ben 655 persone e 392 cavalli, oltre ai muli. Le città visitate offrono donativi alimentari di cui il documento pubblicato in appendice rende conto, insieme ai nominativi delle persone che compongono il seguito.

 

Pubblicato in 

Land Reclamations: Geo-Historical Issues in a global Perspective. Proceedings of the International Conference held at the University of Bologna, May 14th. 2010, edited by S. Piastra, Quarto inferiore (Bologna),  Pàtron Editore. 2010, pp. 9 – 27.

Uno sguardo di sintesi al fenomeno della bonifica nella Valle del Po, intesa come creazione di suolo coltivabile, sia con irrigazione, sia con programmi di drenaggio e regolazione dei fiumi.

 

pubblicato in Il Principato di Carpi in epoca estense. Istituzioni, economia, società, cultura, a Cura di Gilberto Zacchè, Roma, Bulzoni, 2002, pp- 169-189.

Le acque dell'Appennino creavano problemi al loro passaggio a nord della città di Carpi in quanto incapaci di trovare esito nel fiume Secchia, artificialmente  portato ad occupare un antico alveo del Po. Dalle difficoltà di regolare le acque nascevano conflitti con stati vicini e tra diversi utilizzatori delle acque stesse per macinazione o navigazione.

Pubblicato in  «Parole Chiave», n. 27, luglio 2002: «Acqua», Carocci editore, pp. 99-121

L'acqua è fattore limitante per l'agricoltura, sia dove vi sono carenze di precipitazioni e acque superficiali, sia dove l'eccesso di acque nei suoli impone opere di drenaggio e bonifica. Il confronto fra l'esperienza italiana e quella iberica mette in risalto i diversi problemi che riguardano il ruolo dell'acqua nello storico problema della conservazione e riproduzione della fertilità della terra coltivata. 

 

Pubblicato in L’Aquila Bianca. Studi di storia estense per Luciano Chiappini, a cura di Antonio Samaritani, Ranieri Varese, Ferrara, Corbo editore 2000,

pp. 229-282. (“Atti e memorie della Deputazione provinciale ferrarese di storia patria”, serie IV, vol. 17).

Nel primo anno in cui Alfonso II d'Este assume la carica di duca di Ferrara, Modena e Reggio numerosi ospiti illustri con il loro seguito, composto anche di centinaia di persone, giungono alla corte estense. Un mastro dei conti della Camera ducale tiene accurata nota di quanto serve per nutrire adeguatamente questa grande moltitudine in base al rango sociale a cui ciascuno appartiene.

 

 

Pubblicato in El Agua en los sistemas agrarios. Una perspectiva histórica, Garrabou Segura Ramon, José Manuel Naredo Pérez (editores), Madrid, Fundación Argentaria, 1999, pp. 41-62

Le vicende della bonifica in Italia in una rassegna cronologica di sintesi

 

Pubblicato nel volume Fra campagna e industria. Attività tessili nel Centopievese, a cura di Carla Bagni, Comune di Cento, Tipolito A. Baraldi, 1988, pp. 35-41

Considerazioni sul ruolo di attività proto-industriali come la tessitura domestica nella trasformazione economica di Cento e Pieve di Cento.

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 21:33

Emilio Sereni e la storia delle campagne italiane

Articolo pubblicato in "Annali dell'Istituto 'Alcide Cervi", n. 19/1997, Ambienti e storie della Liguria. Studi in memoria di Emilio Sereni, Bari, Edizioni Dedalo. 

Il saggio discute il contributo di Emilio Sereni alle ricerche sulla storia delle campagne italiane, del paesaggio agrario e della nascita del proletariato rurale.

Pubblicato in Cultura nell’età delle Legazioni. Atti del Convegno, Ferrara, marzo 2003, a cura di Franco Cazzola – Ranieri Varese, Casa editrice Le Lettere, Firenze 2005, pp. 201-231 (Quaderni degli Annali dell’Università di Ferrara, Sezione storia, 1) ISBN 88 7166 928 2.

I Lavorieri del Po erano un tributo in giornate lavorative e con l'impiego di animali da lavoro a difesa e riparazione degli argini del fiume e alla manutenzione degli scoli pubblici, Ad essi erano soggetti fin dal medioevo i contadini e i braccianti del ferrarese. Dopo la regolamentazione data da Alfonso II d'Este nel 1580 fin dai primi del '600, sotto la nuova amministrazione pontificia  si susseguono tentativi di riforma del sistema di esazione fino alla conversione in prestazioni monetarie alla metà del '600. Ma l'ampia fascia di esenzioni e di privilegi renderà difficile il buon funzionamento del sistema, fino alla riforma del Cardinale legato Francesco Carafa che riuscirà  nell'ultimo quarto del '700 ad imporre un catasto geometrico-particellare dei terreni soggetti alla contribuzione dei Lavorieri.

Sabato, 28 Dicembre 2013 16:57

Il Po

Pubblicato in:: Le calamità ambientali nel tardo medioevo europeo: realtà, percezioni, reazioni, Firenze, Firenze University Press, 2010, pp. 197 – 230, a cura di M. Matheus, G. Piccinni, G. Pinto, G. M. Varanini. (Atti del XII convegno del Centro studi sulla civiltà del tardo medioevo, S. Miniato, 31 maggio - 2 giugno 2008).

Il fiume Po dal medioevo in avanti è stato dispensatore di ricchezza per l'agricoltura e per il commercio quale grande via navigabile a lunga distanza. Ma dal '300 al '500 il fiume e le sue esondazioni hanno anche portato lutti e devastazioni, spesso mutando il proprio corso per aprirsi il cammino verso il mare.

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