Storia dell'agricoltura (21)

Pubblicato in La campagna a vapore. La meccanizzazione agricola nella pianura padana, a cura di Angelo Varni, Rovigo, Associazione culturale Minelliana, 1990, pp. 165-181.

 

La pianura padana si presta fin dalle prime fasi pionieristiche allo sviluppo della meccanizzazione delle coltivazioni. Ma la forte presenza di mano d'opera giornaliera e avventizia in tutte le terre della bassa pianura mette le masse di lavoratori agricoli, compresi i coloni mezzadri, di fronte ad un dilemma: opporsi alle macchine o impadronirsi di esse in forma cooperativa  per accrescere la parte del reddito agricolo spettante al fattore lavoro. Ne nascono conflitti di interesse anche aspri tra braccianti, mezzadri e conduttori dei fondi. Dalla fine del XIX secolo, e soprattutto dopo la prima guerra mondiale, avanza una terza alternativa: imporre ai proprietari lavori di miglioria fondiaria con giornate lavorative supplementari, specialmente durante i mesi invernali, per combattere la disoccupazione stagionale (imponibile di mano d'opera).  Ne consegue che gli imprenditori agricoli devono anche rallentare l'introduzione di macchine labour-saving, come le falciatrici meccaniche. 

Pubblicato nel volume I contadini emiliani dal medioevo ad oggi. Indagini e problemi storiografici, a cura di Franco Cazzola, ("Annali dell'Istituto Alcide Cervi", n. 7/1985, Bologna, Il Mulino, 1986, pp. 171-201.

Una rassegna dei principali problemi su cui si è soffermata la storiografia sulle vicende sociali ed economiche delle campagne emiliane e romagnole dopo l'Unità: dalle origini di un forte movimento contadino, alla formazione del proletariato agricolo; dalla crescita di alcune coltivazioni industriali (canapa, barbabietola, pomodoro), alle grandi bonifiche e trasformazioni fondiarie  della bassa pianura; dal ruolo degli imprenditori e degli agrari nella modernizzazione ai conflitti sociali e alle forme di organizzazione politiche e sindacali dei lavoratori.

 

Nel 1451 Borso d'Este, marchese poi primo duca di Ferrara intraprende una vasta opera di bonifica di un territorio paludoso ad occidente della città dove andava a caccia. Nasce dalla casa di caccia là esistente il nuovo villaggio di Casaglia, dotata di chiesa nel 1460 e circondata da ben 21 possessioni lavorate da coloni e munite di case e altri edifici rurali. Attraverso i libri contabili tenuti dal castaldo e dai maestri di conto il saggio ricostruisce la produzione e i rendimenti del frumento e delle altre colture per il periodo 1451-59.

Pubblicato in Percorsi di pecore e di uomini: la pastorizia in Emilia Romagna dal medioevo all'età contemporanea, a cura di Franco Cazzola, Bologna,  Clueb, 1993, pp. 7-46.

 Le pecore sono state per secoli le principali utilizzatrici degli spazi marginali non utilizzati dall'agricoltura. Esse hanno dato vita ad importanti economie e ad istituzioni di tipo fiscale che controllavano il movimento di grandi greggi di animali e a settori come quello laniero, di importanza primaria nel medioevo e nell'età moderna. Il saggio rappresenta l'introduzione a un seminario tenutosi negli anni 1991-92 presso il dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna.

 

Pubblicato nel volume Il mondo a metà. Studi storici sul territorio e l'ambiente in onore di Giuliana Biagioli, a cura di Rossano Pazzagli, Edizioni ETS, Pisa 2013, pp. 229-249.

Lo studio cerca di mettere a fuoco, per il periodo che va dalla metà del '400 alla fine del '500,  il fenomeno della perdita della terra da parte dei contadini dell'Italia centro-settentrionale, a tutto vantaggio della borghesia cittadina e dei patriziati urbani in formazione. Gli esiti del fenomeno si traducono in concentrazione della proprietà in mani cittadine con la riorganizzazione del reticolo di particelle fondiarie e nella creazione di poderi da concedere a coloni mezzadri. Avanza inoltre la  formazione di strati di proletariato rurale tra i contadini che hanno perduto il possesso della terra. Viene in particolare messo in evidenza il caso dei fumanti del bolognese, utilizzando come fonte le serie degli estimi e delle imposte che colpivano i piccoli proprietari coltivatori del contado.

Pubblicato in Nuove tendenze nella storia contemporanea. Incontro internazionale in ricordo di Pier Paolo D'Attorre, a cura di Dante Bolognesi e Mariuccia Salvati, Ravenna, Longo editore, 2000.

Le campagne italiane sono state caratterizzate da una scarsa autonomia funzionale e da forte dipendenza dal mondo delle città. Scarsi sono stati gli spazi in cui la società contadina e i villaggi potevano esprimere autonomia politica e amministrativa. La formazione di gruppi di notabili, di clientele e di rapporti di patronage trova spazio nel grande problema storiografico delle identità locali e della formazione di borghesie agrarie diverse da quelle urbane dominanti su buona parte delle campagne italiane.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 21:02

La Romagna di Friedrich Vöchting

 

 Pubblicato in “I Quaderni del «Cardello». Collana di studi romagnoli dell’Ente «Casa di Oriani» - Ravenna, 11, 2002, pp. 223-235.

Presentazione della traduzione italiana dell'opera dell'economista e sociologo svizzero Frierdrich Vöchting Die Romagna, uscito negli anni Venti del '900. Questo autore pone al centro dell'analisi il rapporto conflittuale tra braccianti agricoli e mezzadri, mettendo in risalto le diverse condizioni dell'agricoltura e della società rurale nelle diverser zone agricole della Romagna.

 

pubblicato in Società italiana di Demografia Storica, La popolazione italiana nel Seicento, Relazioni presentate al convegno di Firenze, 28-30 novembre 1996, Bologna, Clueb, 1999, pp. 319-338.

L'ingresso dell'Europa in quella che viene denominata «piccola età glaciale», a partire dalla metà del '500 e per i tre secoli successivi  porta con sè mutamenti nelle produzioni agricole. L'articolo discute i possibili effetti del mutamento climatico sulla principale produzione agricola del tempo, il frumento, Non furono tanto l'abbassamento della temperatura media quanto estati piovose all'epoca dei raccolti o eccessive piogge al momento delle semine a provocare un sensibile calo dei rendimenti unitari dei principali cereali.

 

Pubblicato nel volume Fra campagna e industria. Attività tessili nel Centopievese, a cura di Carla Bagni, Comune di Cento, Tipolito A. Baraldi, 1988, pp. 35-41

Considerazioni sul ruolo di attività proto-industriali come la tessitura domestica nella trasformazione economica di Cento e Pieve di Cento.

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 21:33

Emilio Sereni e la storia delle campagne italiane

Articolo pubblicato in "Annali dell'Istituto 'Alcide Cervi", n. 19/1997, Ambienti e storie della Liguria. Studi in memoria di Emilio Sereni, Bari, Edizioni Dedalo. 

Il saggio discute il contributo di Emilio Sereni alle ricerche sulla storia delle campagne italiane, del paesaggio agrario e della nascita del proletariato rurale.

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