Giovedì, 14 Agosto 2014 15:26

Il sistema delle castalderie estensi e la gestione del territorio ferrarese nella prima età moderna

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Resti della casa di caccia di Casaglia  (1450-60) al centro della grande castalderia  (oltre 1000 ha) Resti della casa di caccia di Casaglia (1450-60) al centro della grande castalderia (oltre 1000 ha) Foto F. Cazzola (anni 1980)

 

Pubblicato in  F.Ceccarelli, M. Folin, Delizie Estensi. Architetture di villa nel Rinascimento italiano ed europeo, Firenze Leo S. Olschki, 2009, pp. 51-77.

 

Il potere politico della dinastia degli Este sul ducato di Ferrara si era consolidato sia con una politica di infeudazioni a fedeli e funzionari, sia sul dominio diretto di grandi possedimenti agricoli, le castalderie, dove solitamente una residenza di caccia o di svago era posta al centro di diversi poderi (possessioni), amministrate da un funzionario ducale, il castaldo. La politica di gestione del territorio non poteva prescindere dai corposi interessi fondiari ed agricoli del duca e dei membri della sua estesa famiglia. La bonifica del territorio, oltre a perseguire un interesse generale, diventava anche una politica di valorizzazione dei possedimenti terrieri privati dei principi.

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