Lunedì, 30 Novembre 2015 14:31

L'evoluzione contrattuale nelle campagne ferraresi del Cinquecento e le origini del patto di boaria

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Pubblicato , in Il Rinascimento nelle corti padane. Società e cultura, Bari, De Donato, 1977, pp. 299-327.

Nella seconda metà del secolo 16° i rapporti tra proprietari cittadini e contadini lavoratori erano regolati dagli statuti del comune di Ferrara secondo una forma di contratto assimilabile alla mezzadria. Questo rapporto si evolve rapidamente verso una forma di contratto colonico, la boaria, che di fatto si traduce in lavoro salariato, a durata annuale, vincolante tutta la famiglia. Tra le cause di questa perdita di potere contrattuale dei contadini, l'eccessivo peso delle contribuzioni in lavoro per la difesa dalle inondazioni e per l'efficienza dei canali di scolo pubblici, onere gravante sui contadini ferraresi in forma di corvées, ma progressivamente crescente a causa delle numerose esenzioni ottenute dai nobili e dagli ecclesiastici per i propri lavoratori. Ad accelerare il fenomeno contribuisce la rapida diffusione dei contratti di affitto da parte di imprenditori e speculatori. Essi anticipano la rendita ai proprietari ma traggono profitto da condizioni sempre più dure nei confronti dei lavoratori, spesso incapaci di fornire il numeroso bestiame da lavoro (buoi) che per statuto spettava ad essi conferire. La ricerca è condotta su numerosi atti notarili contenenti contratti di lavorazione (laboratura), di affitto e di altri svariati tipi di contratti agrari, tra cui alcuni di boaria. 

Letto 980 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Novembre 2015 15:26
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