Martedì, 28 Ottobre 2014 11:32

Proprietà cittadina e crisi contadina nelle campagne emiliane della prima età moderna. Alle origini del proletariato rurale (sec. XV-XVI)

 

Pubblicato nel volume Il mondo a metà. Studi storici sul territorio e l'ambiente in onore di Giuliana Biagioli, a cura di Rossano Pazzagli, Edizioni ETS, Pisa 2013, pp. 229-249.

Lo studio cerca di mettere a fuoco, per il periodo che va dalla metà del '400 alla fine del '500,  il fenomeno della perdita della terra da parte dei contadini dell'Italia centro-settentrionale, a tutto vantaggio della borghesia cittadina e dei patriziati urbani in formazione. Gli esiti del fenomeno si traducono in concentrazione della proprietà in mani cittadine con la riorganizzazione del reticolo di particelle fondiarie e nella creazione di poderi da concedere a coloni mezzadri. Avanza inoltre la  formazione di strati di proletariato rurale tra i contadini che hanno perduto il possesso della terra. Viene in particolare messo in evidenza il caso dei fumanti del bolognese, utilizzando come fonte le serie degli estimi e delle imposte che colpivano i piccoli proprietari coltivatori del contado.

Letto 1905 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Ottobre 2014 12:01

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