Martedì, 30 Giugno 2015 08:00

Lavoro agricolo, imponibili di mano d'opera e meccanizzazione in area padana,

Pubblicato in La campagna a vapore. La meccanizzazione agricola nella pianura padana, a cura di Angelo Varni, Rovigo, Associazione culturale Minelliana, 1990, pp. 165-181.

 

La pianura padana si presta fin dalle prime fasi pionieristiche allo sviluppo della meccanizzazione delle coltivazioni. Ma la forte presenza di mano d'opera giornaliera e avventizia in tutte le terre della bassa pianura mette le masse di lavoratori agricoli, compresi i coloni mezzadri, di fronte ad un dilemma: opporsi alle macchine o impadronirsi di esse in forma cooperativa  per accrescere la parte del reddito agricolo spettante al fattore lavoro. Ne nascono conflitti di interesse anche aspri tra braccianti, mezzadri e conduttori dei fondi. Dalla fine del XIX secolo, e soprattutto dopo la prima guerra mondiale, avanza una terza alternativa: imporre ai proprietari lavori di miglioria fondiaria con giornate lavorative supplementari, specialmente durante i mesi invernali, per combattere la disoccupazione stagionale (imponibile di mano d'opera).  Ne consegue che gli imprenditori agricoli devono anche rallentare l'introduzione di macchine labour-saving, come le falciatrici meccaniche. 

Letto 1002 volte Ultima modifica il Martedì, 30 Giugno 2015 08:29
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